IO NON HO CUGINI !

SPECIALE INTER FOOTBALL CLUB

ORGOGLIO BAUSCIA

 

L'esser Bauscia

 

Chi siamo

 

Veleno

 

La sede

 

AssociarsiNEW

 

Link Milano

 

Amici

 

Merchandising

 

Convenzioni per i soci

 

Mangiar bene a Milano

 

Dicono di noi...

 

SPECIALISSIMO

ORGOGLIO BAUSCIA SULLA RIVISTA UFFICIALE

 

NUMERI PRECEDENTI

 

Riflessioni di primavera:

 

Il clima assaporato negli ultimi 15 giorni riporta indietro la mente a 37 anni fa. Correva il 1968…

Alcuni di noi sono nati proprio in quell’anno, altri sedevano già sulle gradinate del Meazza, tronfi per essere stati battezzati bauscia piuttosto che casciavitt. Oppure, come è avvenuto per il sottoscritto, erano ancora nei sogni dei loro genitori.

Che accadde, dunque, in quel lontano 1968? L’inizio degli “anni di piombo” portò con sé un assoluto stravolgimento delle regole, con i ceti minori, il cosiddetto proletariato, che arrivarono ad assaporare privilegi fino a quel punto ad esclusivo appannaggio della nobiltà. La forza dei numeri, si disse allora.

E poiché i secoli passati ci hanno insegnato che la storia si ripete ciclicamente, eccoci qua in pieno revival del 1968, questa volta con implicazioni calcistiche.

Restiamo arroccati nella difesa dei valori e della tradizione meneghina: NOI siamo la Milano che lotta e soffre. NOI siamo la Milano che conquista con le unghie ogni punto, a cui nessuno regala niente. NOI siamo la Milano moralmente candida, senza strisciate marroni sulla lingua o ernie da inchino al padrone, come accade dall’altro capo di San Siro.

Persino la Dea Fortuna si fa beffe a più riprese di noi. Pensate ai derby degli ultimi 15 anni: abbiamo dovuto ingoiare rospi di ogni tipo. Dall’espulsione del cicciobombo cannoniere e conseguente rimonta da 0-1 a 2-1 all’overtime, all’orrido 6-0 incassato in una memorabile coppa Italia. Dai due pareggi di CL che ancora gridano vendetta, all’autogoal dell’impresentabile Paganin in pieno recupero, passando per il petardo e una serie infinita di derby persi per 1-0 e giocati non solo in maniera dignitosa, ma anche migliore rispetto agli sparring partners rossoneri.

Con ogni probabilità, ci toccherà vederli andare a Istambul.

Con ogni probabilità, in quella stramaledetta notte ci toccherà organizzare gite fuori porta per non restare insonni ad ascoltare i loro sguaiati caroselli di clacson e stracci rossoneri sventolanti.

Sono passati ormai 10 anni da quando il Dott. Moratti acquistò l’F.C. Internazionale. Tempo di bilanci.

Da indiscussa prima squadra milanese, nonostante i casciavitt venissero da 5 anni di vittorie, gli è riuscita l’impresa di sovvertire i valori storici. Pensateci.

Non penso soltanto alle battaglie sportive, ma anche e soprattutto alla costante perdita di piccoli orgogli di cui per anni siamo andati fieri, e che ora, alla luce di risultati squallidi, sembrano la zattera del naufrago. L’ultimo barlume di speranza prima del definitivo naufragio.

Grazie a curiose scelte di mercato , abbiamo acquistato decine di giocatori discutibili , strapagandoli. Meteore come Gilberto, “Avioncito” Rambert, “Armageddon” Pacheco, Vampeta. E mille altri ancora, uno più indecente dell’altro. Ancora oggi, se le campagne acquisti sono ridotte al lumicino, dobbiamo ringraziare proprio quel fare sbarazzino. Condotto, per giunta, con i soldi altrui.

 

In pochi anni ha vinto più di noi persino Abramovich, che in molti chiamavano, ve lo ricordo, il Moratti russo…

Ci è toccato assistere ai trionfi dei servi di Silvio, dove determinante è stato l’apporto di giocatori presunti brocchi (il Brocchi con la B maiuscola, brocco è invece rimasto anche da loro, di nome e di fatto…) ceduti in nome delle plusvalenze (peraltro un reato legalizzato…) al posto di cavalli bolsi.

Tutte, ma proprio tutte le tifoserie d’Italia, che vengono a San Siro a cantare: non vincete mai.

Giocatori che scappano dai ritiri “per il troppo caldo”, e che nello stesso anno regalano anche la perla del 5 maggio, giocando una partita in trasferta praticamente in casa. Con lo stadio nerazzurro. Con i tifosi amici della Lazio, che dopo il primo pareggio cantavano ai loro, per scoraggiarli, “uscite a mezzanotte”.

Ed oggi anche l’A.D. agli arresti domiciliari per problemi inerenti al crack della azienda “ da lui precedentemente amministrata”…

La lista sarebbe ancora lunga, mancano palloni scagliati in curva per ribellione alle sacrosante lamentele dei tifosi , dvd delle grandi rimonte concepiti dalle più furbe menti della stampa , mai gestiti con la giusta “cattiveria” dai nostri A.S  che non filtrano le notizie come accade invece per le vere società, quelle con la S maiuscola. Quel gotha a cui oggi, purtroppo, non apparteniamo.

Mi fermo qui perché questo spazio è redatto da chi vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Nella speranza che la proprietà prenda atto dell’inadeguatezza dei risultati raggiunti, e che decida o di cedere il passo a qualche ardito volenteroso, o di rimboccarsi le maniche per sovvertire i valori e ripristinare la nostra supremazia cittadina, ora scippata dal potere mediatico della banda del Cavaliere Nero ,  pensiamo a chi con impegno ed onestà difende i colori della nostra città.

In primo luogo ( scontenterò molti di voi ) la grande Olimpia Milano che in giugno rischiava di scomparire ed ora ha terminato la stagione regolare con un esaltante 4° posto e si prepara ad annientare gli incivili di Cantù ( dopo l’euderby ci mancava anche una sfida ai playoff con questi ) per arrivare alle semifinali dove oggettivamente ci accontenteremmo di chiudere la stagione in attesa della prossima dove lotteremo per vincere. Secondo ( solo nel mio cuore ) il fantastico H.C Milano che vede ormai nell’Italia un posto troppo piccolo dove trionfare e chissà se la proprietà non riuscirà ad investire a tal punto da farci sognare una storica conquista continentale che sarebbe il giusto trionfo per questa squadra ed i suoi inarrestabili tifosi.

Indomitamente fiero di essere nerazzurro, rinchiuso ad oltranza nel mio fortino costruito con il mastice della tradizione, il duro orgoglio, la cristallina milanesità, osservo la maramaglia là fuori. Che vince, sì. Ma che vince senza conoscere gloria o poter mostrare signorilità. Non è nel loro dna. Sono il giocattolo di un personaggio coinvolto nei più squallidi processi degli ultimi 15 anni, difeso da una schiera di avvocati seconda per numero solo ai giocatori che abbiamo in rosa. Nel 2006, appuntatevelo, ci saranno le elezioni.

Politica e calcio, ancora una volta si intrecciano nei corsi e ricorsi storici. E la revanche, potrebbe partire proprio da lì, perché il pesce, come recita un celebre proverbio, puzza sempre dalla testa.

Mi congedo con la perla di saggezza che mia nonna, classe 1906, tifosa dell’Ambrosiana, mi ha regalato dopo la sconfitta nell’euroderby: “loro hanno vinto con la fortuna, che aiuta sempre i più deboli , noi vinciamo quotidianamente con fatica nella vita”. Non gli audaci, si badi.

 

A tutti i bauscia, il mio amichevole saluto.

 

Quelli senza cugini

No ai casciavitt

 

 

 

 

 

RUBRICHE

 

NOVITà IN LIBRERIA 

 

Libri sull'inter

 

Non solo inter 

 

Una storia "DEL" calcio 

 

Canzoni

 

Curiosità

 

Ma guarda !!! 

 

Fotogallery   

 

Comunicazioni

 

Il Grilli parlante 

 

Rubentus (storia)

 

GiuBentus(storia)

 

ARCHIVIO

 

Top presenze-gol

 

Indimenticabili

 

Prisco

 

Facchetti

________________

 Sezione dedicata a Giacinto eroe nel calcio, eroe nella vita

 

"Cipe"

 

Il mondo lo ricorda

 

Il tuo ricordo...

(mandaci un messaggio)

 

...leggi i messaggi 

 

Il ricordo nelle immagini

 

 

 

               

  scrivici     

Questo sito NON HA NESSUN FINE di LUCRO. Tutte le immagini, i nomi, i marchi o altro appartengono ai legittimi proprietari. ORGOGLIOBAUSCIA.IT non deve essere ritenuto responsabile, in nessun caso, del materiale presente nel sito, qualunque uso ne venga fatto.I link presenti nel sito sono del tutto indipendenti da ORGOGLIOBAUSCIA.IT

Questo sito è ospitato dalla Rete Civica Brianza Est